Area Archeologica di Attidium
Il sito di Attidium fu frequentato dalla fine del Neolitico fino all’età imperiale, anche se non in maniera continua. La sua vicinanza al valico appenninico di Fossato di Vico e la sua collocazione in ambiente medio collinare devono aver favorito l’insediamento umano.
Nel 1959 una campagna di scavo diretta dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici delle Marche ha portato alla luce un deposito archeologico che ha rivelato la presenza di reperti risalenti alla fase finale del neolitico, uno strato dell’età del rame, alcune buche da palo del Bronzo Medio, un abitato piceno del V sec. a. C. ed alcuni materiali funerari di età romana.
Prima della romanizzazione nel territorio appenninico dell’alta valle dell’Esino vi erano stanziate comunità picene, celtiche e probabilmente anche umbre. La romanizzazione dell’area avvenne con la “Battaglia delle Nazioni”, combattuta durante la terza guerra sannitica nel 295 a.C. nei pressi del centro di Sentinum (Sassoferrato), in cui i Romani si scontrarono con la coalizione di Sanniti, Etruschi, Umbri e Celti.
Il territorio di Attidium in età imperiale divenne parte della VI Regio, Umbria et Ager Gallicus, una delle regioni in cui l’Imperatore Augusto nel I secolo d. C. aveva diviso l’Italia. Questa regione comprendeva due territori distinti: da una parte l’attuale Umbria posta ad est del Tevere, dall’altra l’Ager Gallicus. Questo era il territorio che i Romani avevano conquistato ai Galli Senoni, i quali precedentemente avevano invaso i Piceni. Si tratta delle attuali Marche settentrionali.
La presenza degli Attidiati tra i popoli di questa regione è testimoniata da Plinio il Vecchio, che ne parla nella Naturalis Historia.
Lo visito perché:
- Un’area che racconta una continuità di vita dal Neolitico all’età imperiale attraverso reperti e stratigrafie leggibili.
- Un paesaggio di media collina vicino al valico appenninico di Fossato di Vico che spiega la scelta insediativa antica.
- Una tappa fondamentale per comprendere la romanizzazione dell’alta valle dell’Esino dopo la Battaglia delle Nazioni del 295 a.C.
- Un luogo dove la memoria dei Piceni, dei Celti e delle comunità umbre si intreccia con la cultura romana.
- Una testimonianza citata da Plinio il Vecchio che aggiunge autorevolezza storica al sito di Attidium.


