Abbazia di San Biagio in Caprile a Campodonico
Fu fondata intorno al 1030 dai Conti di Nocera e di Gualdo, che in quel periodo governavano in condominio la valle di Salmaregia.
Il termine “Caprile” gli fu dato per l’esistenza nei paraggi di stalle di capre.
Nel 1665 fu elevata ad abbazia titolare e nel 1810 fu venduta a privati.
Oggi dell’antica abbazia non rimane che la chiesa a pianta rettangolare, a suo tempo ornata dai famosi affreschi dell’anonimo Maestro di S. Biagio in Caprile (Maestro di Campodonico), mentre gli edifici monastici sorti intorno al chiostro sono andati distrutti.
Lo visito perché:
- Rappresenta una delle testimonianze più antiche della presenza monastica nella valle di Salmaregia.
- Conserva il fascino di una chiesa millenaria fondata dai Conti di Nocera e di Gualdo.
- Permette di scoprire la storia di un’abbazia che ha avuto un ruolo importante nel territorio medievale fabrianese.
- Evoca, attraverso le sue rovine e la semplicità architettonica, la spiritualità e la vita monastica dell’epoca.
- È legata al Maestro di Campodonico, autore di affreschi di grande valore artistico e storico.
- Offre un’atmosfera di quiete e autenticità immersa nel paesaggio naturale dell’entroterra marchigiano.


