Chiesa di S. Domenico
La Chiesa di San Domenico, inizialmente intitolata a Santa Lucia e fondata dai Benedettini nel 1258, sorge nel cuore del centro storico di Fabriano. Successivamente fu acquisita dai Padri Domenicani, che ne ampliarono la struttura e vi annetterono un convento. Nei pressi si trovava anche la chiesa benedettina di S. Lucia Vetere, concessa ai Domenicani nel 1300. Dal 1365 l’ordine ampliò e restaurò la loro originaria chiesa di San Domenico, attribuendole il titolo di S. Lucia Novella.
Della struttura trecentesca restano tuttora l’abside, il fianco su Piazza Quintino Sella e il campanile, elementi che conservano la memoria architettonica medievale del complesso. Tutta la costruzione è realizzata in laterizio, con uno stile che unisce elementi romanici e gotici. Il fianco sinistro è scandito da alte paraste doppie che racchiudono edicole cuspidate, un tempo affrescate con immagini di santi e scene dell’ordine domenicano. L’abside, di pianta poligonale, mostra sei facce libere divise da paraste che sorreggono archi acuti e cuspidi, con due strette finestre che illuminano l’interno.
Il campanile, a doppio ordine, presenta un’ampia apertura per lato con archi a pieno centro e fasce orizzontali di collegamento, creando un effetto di “costruzione sospesa”. Sulla parete terminale si notano una lapide commemorativa del restauro del 1933 e uno stemma trecentesco policromato della famiglia Chiavelli, antichi patroni della chiesa.
L’interno, di impianto gotico a navata unica con soffitto a capriate, è decorato da tre altari per lato, tra i quali spiccano il primo e il terzo di sinistra, sormontati da tele di Giovanni Loreti. Di grande interesse è la cappella di Sant’Orsola, affrescata nel 1369 da Allegretto Nuzi con episodi del martirio e della vita della santa, tratti dalla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. Alla bottega di Allegretto è attribuito anche il ciclo di affreschi della sacrestia, caratterizzato da una raffinata espressività pittorica.
Adiacente alla chiesa si trova il primo dei due chiostri, il minore, oggi accessibile dal Museo della Carta. Nelle sue lunette si sviluppa un ciclo di affreschi cinquecenteschi raffigurante Storie domenicane, attribuito in parte a Domiziano Domiziani, che testimonia la lunga e ricca tradizione artistica del complesso.
La facciata, incompiuta, fu parzialmente completata nel Settecento e conserva la sobria eleganza originaria, con superfici in laterizio e pochi elementi decorativi che si fondono armoniosamente con il linguaggio architettonico gotico del complesso.
Lo visito perché:
- Un viaggio nel tempo: La Chiesa di San Domenico, fondata inizialmente dai Benedettini nel 1258 e successivamente acquisita dall’ordine domenicano, racchiude elementi architettonici di epoche diverse, come l’abside, il lato su Piazza Quintino Sella e il campanile, che testimoniano la sua storia trecentesca.
- Arte e spiritualità: L’interno della chiesa presenta un’aula unica con tre altari su ogni lato, tra i quali spiccano le opere di Giovanni Loreti. Particolarmente suggestiva è la cappella di Sant’Orsola, affrescata nel 1369 da Allegretto Nuzi con temi legati al martirio e alla vita della santa.
- Chiostri affrescati: Adiacente alla chiesa si trova il primo dei due chiostri, accessibile dal Museo della Carta, che ospita un ciclo di affreschi cinquecentesco nelle lunette, raffigurante Storie domenicane, attribuito in parte a Domiziano Domiziani.