Palazzo Comunale

Il Palazzo Comunale sorse nel secolo XIV come corte o curia dei Chiavelli, signori di Fabriano. Qualche anno dopo l’eccidio che sterminò la famiglia Chiavelli fu incamerato da papa Nicola V, che probabilmente vi abitò durante i suoi due soggiorni in città.

Più tardi, da Leone X, fu concesso alla casa Cibo e da questa venduto nel 1547 alla Comunità di Fabriano, che vi stabilì la residenza del magistrato. Nel 1690 fu vastamente rimaneggiato e ridotto nella forma attuale dall’architetto Antonio Antonini di Collamato; della primitiva struttura si conservarono visibili soltanto le volte a crociera con costoloni nell’androne e nei contigui ambienti al piano terra degli ex uffici della Polizia Urbana.

Prima del sisma del 1997, nella sala consiliare si poteva ammirare una bella copia dell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, eseguita da Umberto Giugni. Tale copia, restaurata nel 2025, è oggi conservata presso la Pinacoteca Civica Bruno Molajoli.

Questo palazzo conserva l’androne voltato a crociera del XIV secolo e, nel cortile, il lapidarium con epigrafi e cippi provenienti dai municipi romani di Attidium (Attiggio), Tuficum (Borgo Tifico) e Sentinum (Sassoferrato).

Lo visito perché:

  • Un luogo intriso di storia cittadina, nato come corte dei Chiavelli e trasformato nei secoli nel simbolo del potere civile di Fabriano.
  • Un edificio che racconta i passaggi del potere, da dimora nobiliare a residenza papale, fino alla sede del magistrato e poi del Comune.
  • Un esempio di architettura quattrocentesca che conserva ancora oggi l’androne voltato a crociera e gli ambienti originari del XIV secolo.
  • Un luogo dove arte e memoria si incontrano, grazie alla presenza della copia dell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, oggi custodita nella Pinacoteca Civica.
  • Un cortile che si trasforma in museo a cielo aperto con il lapidarium di epigrafi e reperti provenienti dai municipi romani del territorio.